MANCANO

ALLA PENSIONE PRIVILEGIATA DEI PARLAMENTARI

L'‪#‎AcquaNonsiVende‬ Il Pd toglie l'obbligo di gestione pubblica. #ReferendumTradito

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Nel 2011 al  Referendum per l’Acqua Pubblica 27 milioni di italiani votarono per il SÌ, un risultato inequivocabile, una volontà precisa prontamente ignorata dai partiti. A cinque anni di distanza da quella consultazione, eccoli infatti ad affossare la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dai comitati per l’acqua. Il deputato del Pd Borghi ha presentato un emendamento che cancella l’articolo che prevede che l’acqua sia pubblica, che la gestione dell’acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche.

I parlamentari di Sel e Movimento 5 Stelle hanno ritirato i loro nomi dalla proposta a prima firma Federica Daga che puntava a recepire l'esito del referendum del 2011 sull'acqua pubblica. "Il Pd ha tradito la volontà popolare", è l'accusa lanciata al Governo che ha dato parere positivo all'emendamento Pd, passato, che ha soppresso gli articoli 6 e 7 della legge in discussione in Commissione Ambiente alla Camera. Quelli che regolavano la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, affidandone la gestione esclusivamente a enti di diritto pubblico. La norma vietava l'acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato.

"Hanno fatto carta straccia di un testo che era arrivato in parlamento con 400mila firme nel 2007 e carta straccia del risultato referendario del 2011", ha detto la deputata M5S Daga. Il voto favorevole degli italiani ai quesiti referendari del 2011 abrogava la possibilità per i Comuni, stabilita dal decreto Ronchi, di affidare la gestione del servizio idrico a società pubbliche, private o miste esclusivamente mediante gare ad evidenza pubblica. Di fatto lasciando in vigore la normativa previgente che assicurava alle amministrazioni comunali la facoltà di dare la gestione a società in-house, ovvero delle amministrazioni comunali. Ma è evidente che lo spirito referendario portato avanti dal Forum dei comitati per l'acqua pubblica era estromettere definitivamente i privati dal mercato dell'acqua. Il 20 marzo 2010 migliaia di persone scesero in strada a Roma per chiedere al Governo la ''ripubblicizzazione del servizio idrico''.

L’emendamento Pd alla proposta, riformulato dal relatore, dispone l’affidamento diretto del servizio idrico solo “in via prioritaria” in favore “di società interamente pubbliche". Resta così in vigore la possibilità per i privati di entrare nella gestione del servizio. Eppure il Pd, dopo un iniziale scetticismo, aveva cavalcato la battaglia dei comitati invitando gli elettori a votare per l'abrogazione di norme anche sul legittimo impedimento, sul nucleare e sulla remunerazione del capitale investito nel settore idrico.

A maggio 2011 il partito diede il via a una due-giorni di concerti dal titolo "Musica per il Sì" con artisti di tutto rispetto: "Simone Cristicchi, i Marlene Kunz, Giuliano Palma & Bluebetters, Disharmony, Stefano Di Battista, Marina Rei, Elisa Calise, Banda Osiris, Emanuele Dabbono, Paola Turci, Ele Matteucci, Servillo&Solis String Quartet, Valentina Lupi, Almamegretta, Riserva Moac, Mimmo Cavallo'', annunciavano Matteo Orfini e Stella Bianchi. "A unire le piazze - proseguivano i due - ci sara' la voglia di partecipare al voto, di essere informati e dire la propria, il diritto dei cittadini a esprimersi su questioni che riguardano direttamente la loro vita che nessuno, governo incluso, puo' pensare di toglierci''. ''Il governo e la maggioranza hanno il dovere di ascoltare la volonta' dei cittadini sulla gestione pubblica del servizio idrico - diceva invece a marzo 2011 Giuseppe Lumia - Le privatizzazioni di questi anni si sono dimostrate fallimentari, hanno fatto lievitare i costi e peggiorato la qualita' del servizio. Per questo e' necessario ritornare per legge alla gestione pubblica. La Sicilia lo ha già fatto''. A replicare oggi alle accuse delle opposizioni è Chiara Braga, responsabile ambiente del Pd: "Non c'è nessuna privatizzazione, nè svendita di un bene comune. Alla demagogia dei 5 stelle replichiamo con risposte chiare e trasparenti ai cittadini. L'acqua è un diritto umano universale e il nostro interesse è che sia garantito un servizio di qualità per tutti gli italiani; che ci sia un uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica; che venga data stabilità al settore e che siano create le condizioni perché si facciano gli investimenti necessari". Fonte

L'#AcquaNonSiVende

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